culture

No Means No: No Vuol Dire No

The sun was starting to go down, illuminating the tops of the buildings with a gold veil. Cars rushed by and scooters swerved between them. Everyone was ready to be home. I met my husband at the end of our street as we both returned from long days at work. I smiled as soon as I saw Lorenzo, but this time he didn’t smile back. He had his phone in his hand and shoved it in my face.

“Do you see what this asshole posted?” He roared without even greeting me

I read the meme with disgust.

“The worst part is people are liking and sharing it.” He said.

My heart broke while simultaneously I felt my blood begin to boil.

I’ve wanted to write about Italian culture and sexual harassment for a while, and about stereotypes that Italians have towards American women. Yet, every time I sit down to write a new post, I get too worked up and I lose focus.

I keep telling myself to write about the facts, don’t get too emotional, just the facts like a reporter would. The facts, the statistics, they would make people understand, right? People would see that things need to change. Wouldn’t they?

I’m not so optimistic, anymore.

Roughly two week ago a story was released in the Italian news about two American students accusing members of the Italian Military of raping them. This is not a topic to be taken lightly, and sincerely, I don’t think it is right to add additional commentary when it is already such a controversial topic. However, this story has caused lots of speculation, and social media has erupted with comments and criticism from every side. Such as the meme that Lorenzo showed me that evening.

Below is the meme and some of the facebook comments:

English: There are the two tourists that accused our good men in uniform of a horrible crime like rape, Thank you Boldrini.

English: And these are women??? Please don’t confuse shit for chocolate….

Here’s the deal, I’m sick and tired of these stories, and I’m sick of not saying anything.
So, regardless of what really happened that night in Florence, regardless of if those men are guilty or innocent, Italian culture needs to start teaching equality and respect. I don’t want to see anymore comments justifying sexual assault. It is the twenty first century. 21 centuries too late to still have rape and sexual assaults happen on a daily basis.

Read the statistics about violence against women in the EU here. Written below are three personal accounts of ways Italian men have treated me.

One of the first mornings I lived in Italy, I went for a walk alone in the small town in Puglia. Soon, a man on a bicycle stopped me, he asked “Do you speak English?”

I responded, happy to have met someone who could communicate with me. “Yes, I’m American.”

He looked at me with a sort of amused crooked smile “ah American….want to…have sex?”

I shouted “NO” and stomped off.

Soon, I began to understand that many southern Italians had this stereotype of me. One person explained that “Americans like to show everyone their tits.” Many others explained that American girls are “easy.”

Another time, I walked down a crowded street in the center of Rome and had a man dressed in a suit with the appearance of being a respectable businessman push his hand under my skirt. When I smacked it away nothing happened. I felt embarrassed and ashamed as if I had done something wrong, yet he didn’t even flinch.

And yet another time in another Italian city, I sat at a bar with a friend. I was already married. A man in his late twenties (Italian, a student studying at the Polytechnic University of Turin) came over to talk with me. He asked about English lessons. I replied and we had a short conversation. As he lingered and tried to start another conversation, I explained that I was married and came out just to spend time with my girlfriend. He still didn’t leave, so I asked him to. He ignored my request. So, my friend, seeing my frustration, insisted that we would go somewhere else. We began to get up to leave. At this point the man said “if you’re out at night without your husband, obviously you’re looking for someone else. I live close by, come over.”

At this point I was livid. I marched away and to my shock he followed. Not until I turned around and yelled “FUCK OFF” causing several heads to turn, did he finally leave me alone.

These are only a few of the stories I personally have, and I’ve heard many others from friends and young women. They are events and behaviors that should shock Italians, and yet I often feel ignored or hear things such as “well, you’re a foreigner.” I may be foreign, I may speak with an accent, I may be stereotyped, I know all of this. but I am a person, those students in Florence are people, we are all people and we deserve equal rights. I should never be treated in the manner that I have so many times, belittled, objectified and ignored. Other women —other people— should never be treated in this manner.

It is time we start teaching respect, stop objectifying women, and make the world a safer place for everyone.

NO MEANS NO. In fact no means no in both languages. In fact, it is the same word.
No more excuses!


—�Traduzione Italiano —�

Il sole iniziava ad andar giù illuminando gli antichi palazzi con una patinatura dorata. Intorno a me c’era una lunga fila di auto. I clacson erano in concerto, rumoroso. I motorini sguazzavano tra un’auto e l’altra, frettolosi. Tutti erano pronti a tornare a casa dopo una lunga giornata in ufficio. Appena ho visto Lorenzo, un sorriso ha illuminato il mio viso; questo volta, però, lui non mi ha sorriso. Aveva in mano il suo cellulare, che mi ha quasi sbattuto in faccia.

“Hai visto cosa ha pubblicato questo coglione?” Mi ha detto con una arrabbiato, senza neanche salutarmi.

Ho letto il meme con disgusto.

“La cosa peggiore è che altri coglioni hanno messo ‘mi piace’ e condiviso il post.” Ha continuato.

In quel momento ho sentito come una pugnalata nel mio cuore e contemporaneamente la rabbia mi ha inghiottito.

È tanto tempo che avrei voluto scrivere un articolo sulla cultura italiana, le molestie sessuali e sugli stereotipi delle ragazze americane che hanno gli italiani. Ma ogni volta che provo a mettere i miei pensieri su un foglio, divento troppo emozionata e mi blocco.

Continuo a ripetermi di scrivere solo i fatti, di non emozionarmi, solo i fatti come farebbe una giornalista. Se scrivo di fatti, statistiche, numeri, le gente capirà, giusto? Gli italiani capiranno che le cose devono cambiare, no?

Ormai, però, ho perso l’ottimismo.

Due settimane fa è stata pubblicata una storia sui giornali italiani, riguardante due studentesse americane che accusavano due carabinieri di un crimine terribile, lo stupro. Non si può parlare di queste argomento con tranquillità. Sinceramente non credo sia giusto aggiungere altri commenti. Però, questa storia ha già creato speculazioni, e sui social sono esplosi i commenti e le critiche a destra e sinistra. Uno degli esempi è il meme che mi ha fatto vedere Lorenzo e che mi mostro qui di seguito con alcuni dei commenti:

La situazione è questa, sono stanca, distrutta da queste storie, e sono ancora più stanca di non dire niente!

Quindi, a prescindere da quello che è veramente successo quella sera a Firenze, indipendentemente dalla colpevolezza o innocenza dei carabinieri, la cultura italiana deve cominciare a insegnare l’uguaglianza tra sessi e il rispetto. Non voglio più vedere i commenti che giustificano lo stupro, mai più. Siamo nel ventunesimo secolo. Ventuno secoli in ritardo per assistere ancora agli stupri che, purtroppo, accadono ogni giorno.

Leggete le statistiche sulla violenza contro le donne in UE qui.

Una delle prime mattine che mi sono svegliata in Italia, ho deciso di fare una passeggiata, da sola, ero in un piccolo paese in Puglia. In pochissimo tempo, un ragazzo si è avvicinato in bici e mi ha chiesto “Do you speak English?”

Ho risposto subito, felice di aver trovato qualcuno che parlava la mia lingua. “Yes, I’m American.”

Mi ha guardato con un sorriso un po’ distorto “ahh American….want to….have sex?”

Ho urlato “NO” e l’ho mandato via.

Presto, ho iniziato a capire che tanti italiani avevano questo stereotipo di me, poiché americana. Una persona mi ha spiegato che “alle americane piace mostrare le tette”. Tanti altri mi hanno detto che le americane sono “facili”.

Un’altra volta, stavo camminando in centro, a Roma. C’era tantissima gente in giro quel giorno. Un uomo in abito, con l’apparenza di essere una persona rispettabile, ha infilato sua mano sotto la mia gonna. Quando l’ho allontanato, spostando la mano arrabbiata, non è successo niente. A quel punto mi sono quasi vergognata, come se, forse, avessi fatto qualcosa di male io. Tuttavia lui non ha battuto ciglio, tutto normale.

Una terza volta, in un’altra città italiana, ero seduta in un bar con un cara amica mia. Ero già sposata. Un ragazzo si è avvicinato (uno studente Italiano dottorando al Politecnico di Torino). Mi ha sentito parlare con la mia amica in inglese, e ha chiesto delle informazione per delle lezioni di inglese. Ho risposto e ci siamo parlati per un paio di minuti. Mi sono girata verso la mia amica pensando che la conversazione fosse finita lì. Lui, però, è rimasto ancora vicino a me e ha provato a parlare ancora. Io avevo già spiegato di essere sposata e che quella sera ero uscita per stare con la mia amica. Ancora non andava via. La mia amica ha visto che ero frustrata, e così ci siamo alzate per andare in un altro bar. Il ragazzo ha iniziato a seguirmi dicendo “se sei uscita senza tua marito ovviamente stai cercando altro, vivo vicino, vieni a casa mia…”

A questo punto ho sentito un rabbia fortissima. Sentivo di volergli dare una schiaffo, quindi ho deciso di andare via subito. Mi ha seguito ancora, e a quel punto mi sono girata e ho urlato “vaffanculo, LASCIAMI STARE!” e finalmente è andato via.

Purtroppo queste sono solo alcune delle storie che ho vissuto personalmente, e conosco tante altre ragazze con tante altre storie, molte peggio delle mie.

E’ il momento di iniziare ad insegnare il rispetto, smettere di trattare le donne come oggetti, e provare a far diventare il mondo un posto più bello, per nostri figli.

NO VUOL DIRE NO. Non è un caso che la parola abbia lo stesso significato in entrambe le lingue. Non è un caso che sia la STESSA parola. Basta scuse!

4 Comments

  1. Laurence

    September 21, 2017 at 12:56 AM

    You did right to write this article! Speaking out about these kind of problems is what can lead to change, not silence. I didn’t know American girls were suffering this type of stigmatization in Italy. It’s really stupid.

    1. Abigail

      September 23, 2017 at 2:47 PM

      Thanks for commenting Laurence!

  2. Maria

    September 23, 2017 at 11:59 PM

    Very thoughtful and important article. I’m outraged at this meme and everything it represents. I’m a blonde who lived a few months in Italy, too (I’m actually half Italian but you can’t tell at all from my looks), so I can identify with some of the experiences you describe. It’s about time something changes. I applaud you for contributing to that! Also, kudos to you for your Italian skills!

    1. Abigail

      September 25, 2017 at 10:31 AM

      Hey Maria! Thanks so much for reading and commenting!Building a community will help change Italy so things like these memes will no longer be published!

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